(A form of the Confiteor taken from the Sacramentary of Amiens, c.1001-1100)
Ante
conspéctum divínæ majestátis tuæ, Dómine, his sanctis tuis confíteor, ego reus
et indígnus peccátor, tibi Deo meo et creatóri meo, mea culpa, quia peccávi, in
supérbia, in odio et invídia, in cupiditáte et avarítia, in fornicatióne et
inmundítia, in ebrietáte et crápula, in mendácio et perjúrio, et in ómnibus
vítiis, quæ ex his pródeunt. Quid plura? Visu, audítu, olfáctu, gustu et tactu
et ómnino in cogitatióne et actióne perdítus sum; quapropter qui justíficas
ímpios, justífica me et resuscíta me de morte ad vitam ætérnam, Dómine Deus
meus.
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Before Thy Divine Majesty,
O Lord, to these Thy Saints, I, a wretched and unworthy sinner, confess to Thee
my God and my Creator that I have sinned through my fault by pride, hatred and
envy, lust and avarice, fornication and impurity, drunkenness and gluttony, lying
and swearing, and all other vices that derive from these sins. What else? I have
damned myself with my sight, hearing, smell, taste and touch and with my every
thought and action. Therefore, O Thou Who savest the wicked,
save me and resurrect me from death to eternal life, O Lord my God.
Al cospetto della tua divina maestà, Signore, a questi tui santi, io, colpevole e indegno peccatore, confesso a te, mio Dio e mio creatore, per mia colpa, che peccavi di superbia, di odio e di invidia, di cupidigia e di avarizia, di fornicazione e impurità, di ebbrezza e gola, di menzogna e spergiuro, e tutti i vizi che da questi peccati derivano. Che dire ancora? Mi sono dannato con la vista, con l'udito, con l'olfatto, col gusto, col tatto, col pensiero e con l'azione; quindi, o tu che salvi gli empi, salvami e risuscitami dalla morte alla vita eterna, Signore Dio mio.
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Al cospetto della tua divina maestà, Signore, a questi tui santi, io, colpevole e indegno peccatore, confesso a te, mio Dio e mio creatore, per mia colpa, che peccavi di superbia, di odio e di invidia, di cupidigia e di avarizia, di fornicazione e impurità, di ebbrezza e gola, di menzogna e spergiuro, e tutti i vizi che da questi peccati derivano. Che dire ancora? Mi sono dannato con la vista, con l'udito, con l'olfatto, col gusto, col tatto, col pensiero e con l'azione; quindi, o tu che salvi gli empi, salvami e risuscitami dalla morte alla vita eterna, Signore Dio mio.